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La fragilità capillare è un problema molto diffuso, specie nella popolazione femminile. Le cause di origine possono essere numerose, benigne o patologiche. Spesso coesistono predisposizioni genetiche, deficit nutrizionali (in particolare di vitamina C e avitaminosi P), temporanee alterazioni ormonali (gravidanza, fase premestruale) e scorrette abitudini comportamentali (eccessiva esposizione al sole, inattività fisica, sovrappeso/obesità e stress).
In caso di insufficienza venosa degli arti inferiori (gambe pesanti, formicolii, crampi, edema, varici), la fragilità capillare (ecchimosi, sanguinamento delle gengive o del naso) si possono adottare dei rimedi sia naturali che farmacologici.
Tra i rimedi naturali molto gettonati sono, per la loro efficacia, i prodotti alimentari e dietetici a base di frutti di bosco (lampone, mirtillo, mora, ribes e uva spina), ciliege, prugne viola e vitamina C, a cui vengono spesso aggiunti - per i loro effetti antiossidanti - succo d'uva e di agrumi, tè verde e simili.
Nell'ambito fitoterapico trova largo spazio l'impiego di estratti di polline, vite rossa e di altre droghe ricche in flavonoidi (Centella asiatica, Mirtillo, Propoli, Cardo mariano, Ginkgo biloba, Rusco o pungitopo) e per questo dotate di azione capillaroprotettrice.
In farmacia sono disponibili medicinali contenenti alcuni princìpi attivi di natura o derivazione vegetale, utili nel trattamento della fragilità capillare. Ne sono classici esempi la vitamina C (acido ascorbico), l'escina (ricavata dai semi dell'ippocastano), la rutina o rutoside e l'esperidina (bioflavonoidi particolarmente rappresentati negli agrumi - esperidina - e nel grano saraceno - rutoside - che hanno azione sinergica con la vitamina C; migliorano la salute del collagene e, di riflesso quella dei capillari; aumentano l'elasticità della parete venosa e il riassorbimento degli edemi, risultando utili anche nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, grazie all'azione antipertensiva, antinfiammatoria ed ipocolesterolemizzante).