Aspirinaact Dol Inf*12cpr 1g

Aspirinaact Dol Inf*12cpr 1g

Codice Ministeriale: 044095077
Casa Farmaceutica: BAYER SPA
Formato: COMPRESSE RIVESTITE
Tipologia: Farmaco

Disponibilità: disponibile
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DENOMINAZIONE
ASPIRINAACT DOLORE E INFIAMMAZIONE 1000 MG COMPRESSE RIVESTITE

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA
Sistema nervoso, altri analgesici ed antipiretici.

PRINCIPI ATTIVI
Ogni compressa rivestita contiene 1000 mg di acido acetilsalicilico. Eccipiente con effetti noti: una compressa rivestita contiene 6 mmol (143 mg) di sodio. Per l'elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

ECCIPIENTI
Nucleo della compressa: silicio biossido colloidale, sodio carbonato.Rivestimento: cera di carnauba, ipromellosa 5cP, zinco stearato.

INDICAZIONI
Trattamento sintomatico di febbre e/o dolore da lieve a moderato; Aspirinaact dolore e infiammazione e' indicata negli adulti e negli adolescenti di eta' 16-65 anni.

CONTROINDICAZIONI/EFF.SECONDAR
Ipersensibilita' all'acido acetilsalicilico o ad altri salicilati, o ad uno qualsiasi degli eccipienti elencati al paragrafo 6.1; anamnesi di asma o reazioni di ipersensibilita' (e.g. orticaria, angioedema, rinite grave, shock) indotte dalla somministrazione di salicilati o sostanze con un'azione simile, in particolare farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS); ulcere gastrointestinali acute; diatesi emorragica; insufficienza renale grave; insufficienza epatica grave; insufficienzacardiaca grave non controllata; somministrazione concomitante con metotrexato usato in dosi superiori a 20 mg/settimana (vedere paragrafo 4.5); somministrazione concomitante di anticoagulanti orali e acido acetilsalicilico e in pazienti con storia di ulcere gastroduodenali (vedere paragrafo 4.5); ultimo trimestre di gravidanza (oltre 26 settimane di gestazione) (vedere paragrafo 4.6).

POSOLOGIA
Posologia. Adulti e adolescenti dai (16-65 anni di eta'): 1 compressa,dose da ripetere secondo necessita' dopo un periodo minimo di 4-6 ore. La dose massima giornaliera non deve superare le 3 compresse. L'acido acetilsalicilico non deve essere assunto per piu' di 3 giorni (per la febbre) o di 3-4 giorni (per il dolore) salvo diversa indicazione del medico. Popolazioni speciali. Compromissione renale/epatica: l'acidoacetilsalicilico deve essere usato con cautela nei pazienti con funzionalita' epatica o renale ridotta o con problemi circolatori (vedere paragrafo 4.4). Pazienti anziani (dai 65 anni in su): questo prodotto non e' indicato per l'uso nei pazienti di eta' superiore ai 65 anni. Sono disponibili altre forme farmaceutiche e dosaggi di prodotti contenenti acido acetilsalicilico. Popolazione pediatrica: l'uso di questo prodotto non e' indicato nei bambini e negli adolescenti di eta' inferiore a 16 anni. Modo di somministrazione: per uso orale. Le compresse devono essere assunte con molta acqua. Per aprire lo strip (PET/EEA/alluminio/copolimero): 1. Separare il blister. 2. Spingere al centro con il pollice sul lato indicato, mentre si tira l'altra estremita' verso di se' con l'altra mano. 3. Estrarre la compressa dal retro. Per aprirelo strip (carta - PE - alluminio - copolimero): 1. Separare il blister. 2. Spingere la compressa al centro sul lato indicato, quindi estrarre la compressa dal retro.

CONSERVAZIONE
Non conservare a temperatura superiore ai 30 gradi C. Conservare neglistrip originali per proteggere il medicinale dall'umidita'.

AVVERTENZE
L'acido acetilsalicilico (ASA) deve essere usato con particolare cautela nei seguenti casi: per evitare possibili rischi di sovradosaggio, si deve verificare se la composizione di qualsiasi medicinale somministrato in concomitanza contiene acido acetilsalicilico. I prodotti contenenti acido acetilsalicilico non devono essere usati nei bambini e negli adolescenti per il trattamento di infezioni virali in presenza o inassenza di febbre, senza aver prima consultato il medico. In alcune malattie virali, soprattutto influenza A, influenza B e varicella, vi e' il rischio che si manifesti la sindrome di Reye, una malattia moltorara ma potenzialmente fatale che richiede intervento medico immediato. Il rischio puo' essere incrementato quando si somministra in concomitanza acido acetilsalicilico; tuttavia non e' stata provata una correlazione diretta. Qualora si manifestassero attacchi di vomito persistenti in presenza di tali malattie, potrebbe trattarsi di un segno dellasindrome di Reye. In caso di somministrazione a lungo termine di analgesici a dosaggi elevati, l'insorgenza di cefalea non deve essere trattata con dosi piu' alte. L'uso regolare di analgesici, in particolare di combinazioni di analgesici, puo' portare a lesioni renali persistenti, con rischio di insufficienza renale. Nelle forme gravi di carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD), l'acido acetilsalicilico puo' indurre emolisi o anemia emolitica. I fattori che possono indurre l'emolisi sono, ad esempio, dosaggio elevato, febbre o infezioni acute.In caso di deficit di G6PD, l'acido acetilsalicilico deve essere somministrato sotto supervisione medica. Il monitoraggio del trattamento deve essere intensificato nei seguenti casi: nei pazienti con anamnesi di ulcera gastrica o duodenale, sanguinamento gastrointestinale, o gastrite; nei pazienti con insufficienza renale; nei pazienti con insufficienza epatica; nei pazienti con asma: il verificarsi di un attacco diasma, in alcuni pazienti, puo' essere collegato a un'allergia ai farmaci antinfiammatori non steroidei o all'acido acetilsalicilico; in questo caso, questo medicinale e' controindicato (vedere paragrafo 4.3); nelle pazienti con metrorragia o menorragia (rischio di un aumento delvolume e della durata del ciclo). A causa del suo effetto inibitorio sull'aggregazione piastrinica che continua per diversi giorni dopo la somministrazione, l'acido acetilsalicilico puo' portare a una maggioretendenza al sanguinamento durante e dopo gli interventi chirurgici, anche di piccola entita' (ad es. estrazioni dentarie). Sanguinamento gastrointestinale o ulcere/perforazioni possono verificarsi in qualsiasimomento durante il trattamento, senza che ci sia necessariamente alcunsegno precedente o anamnesi nel paziente. Il rischio relativo aumentanei soggetti anziani, nei soggetti con ridotto peso corporeo, e nei pazienti che ricevono anticoagulanti o inibitori dell'aggregazione piastrinica (vedere paragrafo 4.5). In caso di sanguinamento gastrointestinale, il trattamento deve essere immediatamente interrotto. L'acido acetilsalicilico riduce l'escrezione dell'acido urico. Cio' puo' verosimilmente innescare attacchi di gotta nei pazienti predisposti. L'uso diquesto medicinale non e' raccomandato durante l'allattamento (vedereparagrafo 4.6). Nei pazienti con funzionalita' renale compromessa o pazienti con circolazione cardiovascolare compromessa (per es. patologiavascolare renale, insufficienza cardiaca congestizia, deplezione volemica, intervento chirurgico importante, sepsi o eventi emorragici maggiori), poiche' l'acido acetilsalicilico puo' incrementare ulteriormente il rischio di compromissione dei reni e di insufficienza renale acuta. La somministrazione di acido acetilsalicilico non e' raccomandata con: anticoagulanti orali in pazienti senza anamnesi di ulcere gastro-duodenali (vedere paragrafo 4.5); clopidogrel (al di la' di indicazioniapprovate per questa combinazione in pazienti con sindrome coronaricaacuta) (vedere paragrafo 4.5); ticlopidina (vedere paragrafo 4.5); anagrelide: rischio aumentato di emorragia e diminuzione dell'effetto anti-trombotico (vedere paragrafo 4.5); eparine a basso peso molecolare(e molecole correlate) ed eparine non frazionate a dosi curative (vedere paragrafo 4.5); altri farmaci anti-infiammatori non steroidei (vedere paragrafo 4.5); glucocorticoidi (eccetto la terapia sostitutiva conidrocortisone) (vedere paragrafo 4.5); uricosurici (vedere paragrafo4.5); pemetrexed in pazienti con danno renale da lieve a moderato (clearance della creatinina tra 45 ml/min e 80 ml/min (vedere paragrafo 4.5). Questo medicinale contiene 143 mg di sodio per compressa, equivalente al 7% della massima dose giornaliera raccomandata dall' OMS per l'assunzione di sodio. La massima dose giornaliera di questo prodotto e'equivalente al 22% della massima dose raccomandata per l'assunzione di sodio dall'OMS. Aspirinaact dolore e infiammazione e' considerato adalto contenuto di sodio. Questo elemento e' da tenere in considerazione in pazienti che seguono una dieta iposodica.

INTERAZIONI
Metotrexato a dosi >20 mg/settimana e' controindicato (vedere paragrafo 4.3). Aumentata tossicita' del metotrexato, in particolare tossicita' ematologica (dovuta alla riduzione nella clearance renale del metotrexato da parte dell'acido acetilsalicilico). Metotrexato a dosi <=20 mg/sett. Deve essere usato con cautela. Aumentata tossicita' del metotrexato, in particolare tossicita' ematologica (dovuta alla riduzione nella clearance renale del metotrexato da parte dell'acido acetilsalicilico). L'emocromo deve essere monitorato settimanalmente durante le prime settimane di co-somministrazione. Uno stretto monitoraggio e' richiesto in pazienti con danno renale (anche lieve) cosi' come nei pazienti anziani. Diverse sostanze sono coinvolte in interazioni, per le loroproprieta' di inibitori dell'aggregazione piastrinica (ad es. abciximab, acido acetilsalicilico, cilostazolo, clopidogrel, epoprostenolo, eptifibatide, iloprost, iloprost trometamolo, prasugrel, ticlopidina, tirofiban, ticagrelor e anagrelide): l'uso concomitante di piu' inibitori dell'aggregazione piastrinica aumenta il rischio di sanguinamento,cosi' come la loro associazione a eparina o molecole correlate, anticoagulanti orali o altri trombolitici; l'aumento del rischio deve esserepreso in considerazione instaurando un regolare monitoraggio clinico.Conseguentemente le seguenti combinazioni sono, a seconda dei casi, controindicate (vedere paragrafo 4.3), non raccomandate o richiedono precauzioni per l'uso/ avvertenze per l'uso: anticoagulanti orali e in pazienti con o senza una anamnesi di ulcera gastroduodenale: aumentatorischio di emorragia. Eparine a basso peso molecolare (e molecole correlate) e eparine non frazionate a dosi curative: aumentato rischio diemorragia (inibizione dell'aggregazione piastrinica e aggressione della mucosa gastroduodenale da parte dell'acido acetilsalicilico): deve essere utilizzato un altro farmaco anti-infiammatorio, o un altro analgesico o antipiretico. A dosi preventive: la co-somministrazione, agendo a diversi livelli dell'omeostasi, aumenta il rischio di emorragia. La co-somministrazione di eparine a dosi preventive (o molecole correlate), e acido acetilsalicilico, indipendentemente dalla dose, deve essere presa in considerazione mantenendo un monitoraggio clinico, e un monitoraggio di laboratorio se necessario. Trombolitici: aumentato rischio di emorragia. Clopidogrel (al di la' delle indicazioni approvate per questa combinazione in pazienti con Sindrome Coronarica Acuta): aumentato rischio di emorragia. Se la co-somministrazione non puo' essereevitata, un monitoraggio clinico e' raccomandato. (nelle indicazioni approvate per questa combinazione in pazienti con sindrome coronarica acuta): aumentato rischio di emorragia. Un monitoraggio clinico e' raccomandato. Ticlopidina: aumentato rischio di emorragia. Se la co-somministrazione non puo' essere evitata, un monitoraggio clinico e' raccomandato. Anagrelide: aumentato rischio di emorragia e diminuzione dell'effetto antitrombotico. Se la co-somministrazione non puo' essere evitata, un monitoraggio clinico e' raccomandato. Altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), con acido acetilsalicilico o altri salicilati, a dosaggi piu' alti): aumentato rischio di ulcere e di emorragia del tratto gastrointestinale dovuto al possibile effetto sinergico. Glucocorticoidi sistemici (tranne terapia sostitutiva con idrocortisone).Combinazioni non raccomandate da tenere rispettivamente in considerazione: aumentato rischio di emorragie dovuto a possibili effetti sinergici. Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), ad es. citalopram, escitalopram, fluoxetina, fluvoxamina, paroxetina, sertralina: aumentato rischio di emorragia. Diuretici, inibitori dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE-inibitori) e antagonisti del recettore dell'angiotensina II: Nei pazienti disidratati puo' verificarsi un'insufficienza renale acuta causata dalla riduzione della velocita' di filtrazione glomerulare secondaria alla diminuita sintesi diprostaglandine renali. Inoltre, puo' esserci una riduzione dell'effetto antipertensivo. Assicurarsi che il paziente sia idratato e che la funzionalita' renale venga monitorata all'inizio del trattamento. Uricosurici (ad es. benzbromarone, probenecid): riduzione dell'effetto uricosurico dovuta alla competizione per l'eliminazione di acido urico neitubuli renali. Pemetrexed: aumentato rischio di tossicita' da pemetrexed dovuto alla diminuzione della clearance renale di pemetrexed causata dall'acido acetilsalicilico. Deferasirox: aumentato rischio di ulcere gastrointestinali ed emorragia. Topici gastrointestinali, antiacidie carbone: aumentata escrezione renale dell'acido acetilsalicilico dovuta all'alcalinizzazione delle urine. Si raccomanda di somministraretopici gastrointestinali e antiacidi almeno 2 ore prima dell'utilizzodi acido acetilsalicilico. Alcol: aumentato rischio di danno alla mucosa gastrointestinale e prolungamento del tempo di sanguinamento dovutoad un effetto additivo di acido acetilsalicilico e alcol.

EFFETTI INDESIDERATI
Frequenze: non note (la frequenza non puo' essere definita sulla basedei dati disponibili). Patologie del sistema emolinfopoietico: sanguinamento e tendenza alle emorragie (epistassi, sanguinamento delle gengive, porpora, ematomi, emorragia urogenitale, ecc.) con aumento del tempo di sanguinamento. Il rischio di sanguinamento puo' persistere per 4-8 giorni dopo l'interruzione dell'assunzione di acido acetilsalicilico. Puo' causare un aumento del rischio di emorragia in caso di interventi chirurgici. Possono verificarsi anche emorragie intracraniche e gastrointestinali. Sono stati segnalati casi di emolisi e di anemia emolitica in pazienti con forme gravi di carenza di glucosio-6-fosfato deidrogenasi (G6PD). Disturbi del sistema immunitario: reazioni da ipersensibilita' con relative manifestazioni cliniche tra cui reazioni anafilattiche, asma, angioedema. Patologie del sistema nervoso: cefalea, capogiro, sensazione di perdita dell'udito, tinnito, che indicano di solito un sovradosaggio. Emorragia intracranica. Patologie gastrointestinali: dolore addominale. Emorragia gastrointestinale occulta o conclamata (ematemesi, melena, ecc.) con conseguente anemia da carenza di ferro. Il rischio di sanguinamento e' dose-dipendente. Ulcere e perforazioni gastriche. Malattia dei diaframmi intestinali (soprattutto nel trattamento a lungo termine). Patologie epatobiliari: aumento degli enzimiepatici solitamente reversibile con l'interruzione del trattamento, danno al fegato, principalmente a livello epatocellulare. Patologie renali: sono state segnalate insufficienza renale e lesioni renali acute.Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: orticaria, reazionicutanee. Patologie sistemiche: sindrome di Reye (vedere paragrafo 4,4). Segnalazione delle reazioni avverse sospette. La segnalazione dellereazioni avverse sospette che si verificano dopo l'autorizzazione delmedicinale e' importante, in quanto permette un monitoraggio continuodel rapporto beneficio/rischio del medicinale. Agli operatori sanitarie' richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramiteil sistema nazionale di segnalazione all'indirizzo www.agenziafarmaco.gov.it/content/come-segnalare-una-sospetta-re azione-avversa.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO
Gravidanza: l'inibizione della sintesi delle prostaglandine puo' influenzare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio-fetale. I dati tratti dagli studi epidemiologici suggeriscono un aumento del rischio di aborto spontaneo, malformazioni cardiache e gastroschisi in seguito all'uso di inibitori della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiovascolari ha avuto un aumento da meno dell'1% all'1,5% circa. Sembra cheil rischio aumenti con la dose e la durata della terapia. Negli animali, e' stato dimostrato che la somministrazione di un inibitore dellasintesi delle prostaglandine provoca un aumento della perdita dell'embrione pre e post-impianto e della letalita' embrio-fetale. Inoltre, un'aumentata incidenza di varie malformazioni, incluse quelle cardiovascolari, e' stata segnalata in animali ai quali era stato somministratoun inibitore della sintesi delle prostaglandine durante il periodo organogenetico della gestazione. Dalla ventesima settimana di gravidanzain poi, l'utilizzo di medicinali contenenti acido acetilsalicilico potrebbe causare oligoidramnios derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l'inizio del trattamento ed e' in genere reversibile con l'interruzione del trattamento. Inoltre, sono stati riportati casi di costrizione del dotto arterioso in seguito al trattamento nel secondo trimestre, la maggior partedei quali risolti dopo la sospensione del trattamento. Pertanto, durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, i medicinali contenenti acido acetilsalicilico non devono essere somministrati a meno chenon sia assolutamente necessario. Se medicinali contenenti acido acetilsalicilico sono usati da una donna che sta pianificando una gravidanza, o durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, deve essere usata la dose piu' bassa possibile per il tempo piu' breve possibileIn seguito all'esposizione a medicinali contenenti acido acetilsalicilico per diversi giorni dalla ventesima settimana di gestazione in poi, dovrebbe essere considerato un monitoraggio antenatale dell'oligoidramnios e della costrizione del dotto arterioso. In caso di oligoidramnios o costrizione del dotto arterioso, il trattamento con medicinali contenenti acido acetilsalicilico deve essere interrotto Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre il feto a: tossicita' cardiopolmonare (prematura costrizione/ chiusura del dotto arterioso e ipertensione polmonare); disfunzione renale (vedere sopra). Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi delle prostaglandine possono esporre sia la madre che il neonato, al termine della gravidanza, a: possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, effetto antiaggregante che puo' verificarsi anche a dosi molto basse; inibizione delle contrazioni uterine che comportano ritardo o prolungamento del travaglio. Di conseguenza, l'acido acetilsalicilico e' controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza (vedere paragrafo 4.3). Allattamento: l'acido acetilsalicilico passa nel latte materno: pertanto l'uso di acido acetilsalicilico non e' raccomandato durante l'allattamento(vedere paragrafo 4.4). Fertilita': vi sono alcune evidenze che i medicinali che inibiscono la ciclossigenasi/la sintesi delle prostaglandine possono provocare la compromissione della fertilita' femminile attraverso un effetto sull'ovulazione. Cio' e' reversibile alla sospensione del trattamento.

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Le spese di spedizione, così come gli eventuali sovrapprezzi, vengono calcolati direttamente dal sistema in fase di checkout, ovvero nella pagina della cassa.

 

Monitoraggio della spedizione: una volta che il tuo pacco viene consegnato al corriere, entro sera riceverai una email, al tuo indirizzo di registrazione, dove ti verrà comunicata la partenza del tuo pacco ed il relativo numero di tracking della tua spedizione. Con il numero di tracking potrai monitorare in qualsiasi momento dove si trova la tua spedizione, andando direttamente nel sito del corriere indicato ed inserendo il numero della spedizione. Oppure cliccando direttamente nel link che trovi all’interno della mail.

Sulla maggior parte delle zone il corriere è già in consegna il giorno successivo al ricevimento della prima email.

Anche il corriere ti invierà delle email per avvertirti che sono in consegna, se non dovessi essere in casa, puoi concordare la consegna tramite il sito del corriere accedendo direttamente dalla email che ti hanno inviato.

Una volta che il pacco è partito dalla farmacia noi non abbiamo più nessun potere su di esso, pertanto puoi concordare o spostare la consegna solo con il corriere.

Quando il pacco ti viene consegnato, verifica sempre che sia integro in ogni sua parte e se dovesse avere qualche difetto o danno chiedi al corriere di apporre la dicitura di “Riserva di controllo merce” al momento della consegna.

Il corriere effettua al massimo due tentativi di consegna. Se non trova nessuno in entrambi i casi il vostro pacco andrà in giacenza presso la sede del corriere e sarà vostra cura andarlo a ritirare oppure concordare una successiva riconsegna previo pagamento delle spesi di riconsegna.

Ritiro nel Pharmalocker della farmacia

Per i clienti della provincia di Perugia è data la possibilità di ritirare il proprio pacco direttamente presso il pharmalocker esterno alla farmacia e senza spese di spedizione.

La possibilità di ritiro nel pharmalocker vi comparirà nello step 2 della cassa, ma solo dopo aver inserito correttamente tutti i dati dello step 1 (che comprendono pertanto il vostro indirizzo e se esso ricade nella provincia di Perugia).

Una volta che il vostro pacco è pronto viene inserito nel Pharmalocker e contestualmente vi viene inviato un SMS con il codice di sblocco del cassetto.

Solo dopo aver ricevuto l’SMS con il codice di sblocco del cassetto per il ritiro del pacco vi potrete recare in farmacia per il ritiro. Il pharmalocker è posto all’esterno della farmacia, alla sinistra rispetto all’ingresso principale, in fondo al porticato. Il ritiro può essere effettuato tutti i giorni, festivi compresi, 24 ore su 24.

Per tutte le informazioni guarda la pagina delle faq relative alle spedizioni a questo link 

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