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DALLA RUBRICA “CORPO UMANO” OGGI PARLIAMO DI INTESTINO

Da molti definito “secondo cervello”, scopriamo un organo fondamentale!

L’intestino, ultimo tratto del sistema digerente, è lungo circa 8-9 metri e si divide in due parti principali:  TENUE E CRASSO.

1) IL TENUE è caratterizzato da una superficie interna ripiegata (pliche) e ricca di villi intestinali. Esso a sua volta si suddivide in tre parti:

-il duodeno: prima parte dell’intestino subito dopo l’apertura del piloro . Ha una forma ad anello e si distingue una parte superiore, discendente, orizzontale e ascendente. Nella parte discendente si riversano il succo pancreatico e la bile che unitamente alle secrezioni della mucosa duodenale portano a termine la digestione del cibo. Il succo enterico secreto dalla mucosa duodenale è alcalino e contiene numerosi enzimi tra cui l’enterochinasi e secerne sotto lo stimolo del chimo acido proveniente dallo stomaco, due ormoni: secretina che stimola la produzione pancreatica di bicarbonati e acqua e la pancreazimina- colecistochinina che stimola la produzione di enzimi pancreatici, la contrazione della cistifellea e la peristalsi intestinale;

- Il digiuno ricco di villi intestinali che assorbono i nutrienti.

- L’ileo ancor più ricco di villi con funzione di assimilazione. Comunica con il crasso attraverso la valvola ileocecale.

2) IL CRASSO è privo di villi, svolge la funzione di riassorbimento dell’acqua dalla massa proveniente dall’intestino tenue e di spinta peristaltica delle scorie verso l’esterno. Qui avvengono processi putrefattivi e fermentativi ad opera della flora batterica presente. Comprende:

-- il cieco dal quale diparte l’appendice

-- il colon: ascendente, trasverso, discendente e sigmoideo

-- il retto che si conclude con lo sfintere anale. Al suo interno termina l’assorbimento di acqua e si realizza l’accumulo di feci.

La peristalsi dell' intestino, regolata da stimoli provenienti sia dal parasimpatico che dall’ortosimpatico, contribuisce alla defecazione. Riccamente vascolarizzato, l’intestino permette il passaggio direttamente nella circolazione sanguigna di aminoacidi, glicerina, vitamine, acqua e sali minerali (sostanze idrofile) e da qui, tramite la vena porta raggiunge il fegato. Mentre sostanze lipofile come gli acidi grassi e alcune vitamine passano precedentemente nei vasi linfatici e poi nel sangue.

Il peritoneo è una membrana che riveste anche l’intestino cosi come gli altri organi interni, esso facilita il movimento pur mantenendo gli organi al loro posto e protegge la cavità addominale dagli agenti patogeni grazie alle proprietà secretiva e assorbente del suo epitelio.

Tra le patologie a carico di questo organo parliamo di ULCERA DUODENALE e COLON IRRITABILE.

L’ulcera duodenale è molto più frequente di quella gastrica, può colpire a qualsiasi età ma la maggior incidenza si ha tra i 30 e i 40 anni, soprattutto nel sesso maschile. Sembra formarsi principalmente lungo le pareti anteriore e posteriore data la loro sottigliezza e facilità all’erosione. Quali sono i sintomi? Sebbene raramente sia anche asintomatica, il principale sintomo è il dolore epigastrico, localizzato nella parte destra dell’addome. Possono esserci episodi di nausea e vomito. Il dolore si acutizza dopo i pasti e causa talvolta risvegli notturni. Si alternano periodi sintomatici di giorni o settimane a periodi di remissione. Quali sono le cause?  Principalmente, come per l’ulcera gastrica, è causata da una ipersecrezione acida. L’eccessiva produzione di acido da parte delle cellule secernenti e un non corretto svuotamento gastrico, impedisce ai sistemi tampone di poter contrastare gli effetti collaterali dell’ipersecrezione. Fattori che predispongono all’ulcera sono anche cibi acidi, l’uso a lungo termine di farmaci antinfiammatori quali FANS e cortisonici, il fumo. Altro fattore che sembrerebbe coinvolto è il sistema nervoso, in caso di ansia e preoccupazione eccessiva, tramite fibre nervose si ha la stimolazione delle cellule secretive.

Consigli pratici:

1) In caso di ulcera conclamata, attenersi alle cure del medico.

2) In caso di predisposizione, evitare l’uso eccessivo di acidi grassi, pomodoro, caffè, bevande alcoliche

3) Prendere una protezione gastrica nel caso si stia assumendo FANS e cortisonici

4) Cercare di ridurre lo stress e tensioni nervose

5) Non sottovalutare i sintomi

La sindrome del Colon Irritabile o colite spastica è un insieme di disturbi intestinali che coinvolgono il tratto del colon. Colpisce il 20% della popolazione dei Paesi sviluppati e generalmente più frequente tra i giovani e e le donne. Quali sono i sintomi? Dolori e crampi all’addome, stipsi, diarrea, gonfiore addominale, meteorismo e muco nelle feci. Quali sono le cause?  Sembra che debbano essere ricercate nel collegamento cervello – intestino. Tramite fibre nervose, all’intestino arriva lo stimolo da parte dell’encefalo di contrarre la muscolatura liscia che permette il transito e il passaggio del cibo. Un’anomalia nella trasmissione dell’impulso comporta una serie di contrazioni ravvicinate e di lunga durata con i conseguenti sintomi. Consigli pratici: 1) regolarizzare l’alimentazione riducendo fonti di fibre che stimolano la peristalsi, quali cereali, legumi, frutta e verdura 2) Non fumare 3) Fare attività fisica, in quanto non solo  stimola i movimenti intestinali ma riduce anche stati di stress e depressione

Per qualsiasi informazione, dubbio o curiosità veniteci a trovare in farmacia!!

Dott.ssa Cecilia Paesani

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