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Stress da rientro? Guida pratica ai rimedi

Questo è uno dei momenti più delicati dell'anno. Dopo la pausa estiva riprendere i giri della vita di tutti i giorni può sembrare impossibile. Se a questo si aggiunge che in questo periodo l'organismo è fisiologicamente soggetto a stress ( e lo si capisce facilmente ad esempio dai capelli che cadono molto più del solito, dal mal di stomaco sempre in agguato, etc.), si rischia di sentirsi sopraffatti. Niente panico! Di seguito vedremo una carrellata di rimedi fitoterapici molto efficaci. Conoscerli può davvero fare la differenza!

LE PIANTE ADATTOGENE

Per adattogene, si intende quella tipologia di piante in grado di “adattare” l’organismo a situazioni di aumentata richiesta, sia fisica che mentale. Trattasi di un concetto nuovo, approfondito dalle scienze farmacologiche solamente nell’ultimo decennio.

La peculiarità di questo genere di piante, in particolare sta, da un lato, nella loro capacità di innalzare in modo aspecifico la resistenza agli stress ambientali, dall’altro, in quella di favorire l’efficienza nei confronti di eventi stressogeni di svariato carattere che incidono sulle capacità di reazione del nostro corpo.

In definitiva, quindi, sostengono l’organismo nelle sollecitazioni straordinarie.

Differenza tra stimolanti e adattogeni

Mentre gli stimolanti producono un temporaneo aumento della capacità lavorativa, al quale segue un periodo di marcata riduzione della stessa (rispetto al livello medio delle prestazioni), gli adattogeni, al contrario, mostrano un tipo diverso di azione, che comporta un calo molto più graduale delle capacità prestanti dell’organismo con un sostanziale prolungamento della fase di resistenza.

Esempi di piante adattogene:

Ginseng, Panax Ginseng

Pianta di provenienza orientale, il cui uso è largamente diffuso anche in Occidente, il Ginseng è da considerarsi tonico-adattogeno, funzionale all’aumento della vigilanza, all’alleviamento dello stress nonché al miglioramento della resistenza e concentrazione, soprattutto in caso di debolezza.

Anche riconosciuto come rinvigorente e defaticante, antagonizza l’immunosoppressione indotta dallo stress, ed è ricostituente nella convalescenza.

Può avere un blando effetto ipertensivante.

Eleuterococco o Ginseng Siberiano, Eleuterococcus Senticosus

Originario delle regioni orientali della Russia (Siberia), del nord della Cina, della Corea e del Giappone, l’Eleuterococco è un arbusto della famiglia delle Araliaceae , la stessa del Ginseng, e , come quest’ultimo, presenta le medesime proprietà adattogene. Proprio per questo motivo viene spesso utilizzato in sostituzione del Ginseng rispetto al quale tra l’altro è più economico.

L’Eleuterococco è particolarmente adatto nelle situazioni di stress psicologico e fisico, essendo capace di fornire all'organismo un impulso diretto verso il mantenimento dell’ omeostasi.

Come il Ginseng, può avere effetti ipertensivanti.

Rodiola Rosea, Rhodiola Rosea

Tipica delle regioni fredde del mondo, su tutte quelle montuose dell’Asia Centrale e dell’Europa (ma presente anche in Trentino e Liguria), la Rodiola, nota anche come “radice d’oro”, fa parte della famiglia delle Crassulaceae, composta da differenti tipologie, tra le quali la Rosea risulta la più usata. Usata anticamente come infuso contro il raffreddore, la sua prima indicazione è stata come dimagrante, utile nel controllo del peso corporeo in combinazione ad una dieta equilibrata.

I principali costituenti attivi, contenuti nella radice e nel rizoma, presentano numerosi effetti addattogeni che includono attività neuroprotettiva, cardioprotettiva, anti-fatica, ansiolitica, antidepressiva e stimolante del SNC.

La somministrazione ripetuta dell’estratto di Rodiola può aumentare le prestazioni mentali nei soggetti sani (da valutare come capacità di concentrazione) e ridurre l’affaticamento nei pazienti con lieve sindrome da stanchezza, con effetti anche nella riduzione dell’ansia generalizzata.

La Rodiola può inoltre diminuire il rilascio di cortisolo (c.d “ormone dello stress”) ed aumentare il reuptake della serotonina andando così a contribuire al miglioramento della depressione (lieve o moderata).

Schisandra,Schisandra Chinensis

Appartenente alla famiglia delle Schisandraceae, la Schisandra è una liana originaria della Cina del Nord e presente anche in Corea, Giappone e Russia Orientale.

Utilizzata fin dai tempi antichi per aumentare l’energia vitale (“qi”), e, dalle popolazioni di cacciatori-raccoglitori, per aumentare la visione notturna, la Schisandra agisce come tonico generale e può inoltre essere usata per ridurre la sudorazione corporea e migliorare la funzione renale. Ne sono stati descritti in vivo e in vitro effetti antiossidanti e di scavenger di radicali liberi; può proteggere pertanto dai danni ossidativi associati all’invecchiamento.

Anche se relativamente sicura, la Schisandra ha come effetto collaterale quello di aumentare l’acidità gastrica.

Ashwagandha o Ginseng Indiano, Withania Somnifera

Nota anche come “ciliegia d’inverno”, l’Ashwagandha è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae, originaria del Medio Oriente, dell’ Africa e di alcune parti dell’Asia. Il nome deriva dal sanscrito “Ashva” (cavallo) e “Gandha” (che significa profumo, in riferimento all’odore della radice).
Si presenta come un arbusto legnoso che cresce in luoghi sassosi. Pur essendo poco noto, è possibile riscontrarne la presenza anche in Sicilia e Sardegna.

Usata nell’Ayurveda per oltre 4000 anni come adattogeno, sedativo e tonico nelle debilitazioni, gli estratti di Ashvaganda sono immunomodulanti, antiossidanti e sedativi ma, nonostante il loro utilizzo, i pochi studi clinici condotti non possono essere utilizzati per confermarne l’efficacia ma mostrano che la pianta è generalmente poco tossica.

Lingzhi o Fungo Reishi, Ganoderma Spp.

Il Ganoderma Lucidum (Polyporaceae) cresce sulle ceppaie in Cina (dove è chiamato Lingzhi), Giappone (dove invece è conosciuto con il nome di Reishi) e Nord America dove attualmente è coltivato per usi commerciali.

Il Lingzhi è un rimedio cinese tradizionalmente molto importante: spesso immortalato nei dipinti orientali, è stato frequentemente usato dai monaci taoisti.

Generalmente impiegato per favorire il benessere e migliorare le capacità mentali ha, quale indicazione più frequente, quella di potenziare il sistema immunitario, qualità confermata da vari studi animali e clinici.

Il Lingzhi è ben tollerato, anche se sono stati segnalati effetti collaterali transitori quali disturbi gastrointestinali ed eruzioni cutanee nei soggetti sensibili.

Abbiamo finalmente un quadro più chiaro di quali sono i rimedi che ci possono aiutare in questo periodo.

Ma come possiamo scegliere la più adatta?

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Vi aspettiamo per affrontare al meglio la fine dell'estate!

Dott. Carolina Lucattelli

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